Il documentario “Il teatro vive solo se brucia” su Rai5 e RaiPlay


28/05/2024

— Il film “Il teatro vive solo se brucia” (Italia 2022, 60′), prodotto da Ginko Film per la regia di Marco Zuin, arriva su Rai Cinque e Rai Play.  Il […]

Il film “Il teatro vive solo se brucia” (Italia 2022, 60′), prodotto da Ginko Film per la regia di Marco Zuin, arriva su Rai Cinque e Rai Play.  Il documentario andrà in onda sabato 1° giugno 2024 alle 22:00 su Rai5, in replica domenica 2 giugno 2024 alle 16:50 e sarà poi disponibile su Rai Play.

La voce narrante di Andrea Pennacchi racconta l’epopea dei teatri viaggianti in Italia, dal primo dopoguerra fino all’avvento della televisione, con una incursione nel presente, attraverso le vicende della famiglia Carrara. I Carrara rappresentano una delle ultime famiglie d’arte ancora in attività, una dinastia teatrale che discende direttamente dalle antiche compagnie itineranti del Cinquecento. La loro storia è quella di un teatro, quello popolare, che non c’è più e di un Paese, il nostro, che dal secondo dopoguerra alla metà degli anni ’60 è cambiato radicalmente. In un viaggio picaresco dal sud al nord, partendo dalla Sicilia e arrivando in Veneto, nell’ultimo secolo i Carrara hanno attraversato tutto lo stivale portando il teatro laddove il teatro mai sarebbe stato.

CREDITS

Produzione / Production Ginko Film In collaborazione con / In collaborazione con Pipa e Pece Distribuzione / Distribution by Emera Film Regia / Direction Marco Zuin Fotografia / Photography Lorenzo Pezzano Francesco Piras Suono / Sound Marco Zambrano, Enrico Lenarduzzi Montaggio / Editing Chiara Andrich Musiche / Musics Michele Moi Audio Mix Enrico Lenarduzzi Motion graphics Studio Magoga Color correction Francesco Marotta Produttori / Producer Chiara Andrich, Andrea Mura Direttore produzione / Director production Gaia Vianello Assistente produzione / Assistant production Mavi Calcinotto Ufficio stampa / Press office Raffaella Bonora

Finanziato da Regione del Veneto e Veneto Film Commission, il documentario è stato realizzato grazie a il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission, in collaborazione con Associazione Pipa e Pece, con il contributo di La piccionaia- Centro di produzione teatrale.

Trailer

 

 

I CARRARA appartengono a una dinastia teatrale che discende direttamente dalle antiche compagnie itineranti del cinquecento. Una famiglia d’arte attiva ancora oggi, dove si respira viva e libera la tradizione più genuina degli attori girovaghi che si tramandavano testi e mestiere, di generazione in generazione. Tra le due guerre, il teatro mobile della famiglia Carrara risale la penisola assistendo al cambiamento dell’Italia, passando dalle macerie del secondo conflitto mondiale al benessere economico degli anni Sessanta. Ma la lunga e articolata vicenda di questa famiglia inizia già nei primi anni del Novecento, quando il nonno paterno di Titino, Salvatore Carrara, detto Totò, decide di lasciare la Sicilia, dove la famiglia era rimasta per otto generazioni, e di emigrare. Ha solo vent’anni e durante il viaggio fa tappa in piazze e teatrini fissi, sfruttandotalvolta i palchi dei signori locali, e con la famiglia si esibisce per la gente dei tanti luoghi attraversati. Si arriva così, ben presto, alla nona generazione e a questo punto compareTommaso, detto Masi, che avrà tre figli Titino, Annalisa e Armando. Quando Totò comincia a perdere l’entusiasmo per il teatro, Masi ne fonda un altro, sempre viaggiante, con la moglie Argia e i suoceri Armando e Anna Laurini: costruisce un nuovo padiglione, inchiodando personalmente le assi. Ma l’Italia sta cambiando, e così gli interessi della gente. Arriva la televisione e tutto il resto inizia a sembrare meno attraente. Il teatro da cinquecento posti fatto di assi di legno, chiodi raddrizzati e riutilizzati e fondali di carta dipinti viene schiodato, tagliato, fatto a pezzi da ciascuno dei membri della compagnia e infine bruciato. «Il teatro non si vende – dice Masi – non si lascia marcire in un magazzino. Non possiamo buttarlo via, questo mai. Meglio bruciarlo». Sembra tutto finito, ma i Carrara non mollano: si reinventano diventando interpreti della grande tradizione della Commedia dell’Arte con tournée in tutto il mondo, da Istanbul a Londra, da Tokyo a Parigi, da Buenos Aires a Montreal.

La loro storia viene raccontata in questo documentario. Con la madre Argia, classe 1930, la prima donna a vestire i panni di Pantalone, e i fratelli Armando, attore e regista, Annalisa, organizzatrice teatrale, e Titino Carrara che fa da filo conduttore al documentario: un pezzo di storia del teatro popolare d’arte italiano, il nomadismo, la vita «dentro il carro: il rapporto col mondo esterno passava attraverso gli spettacoli che facevamo – spiega Titino – era un’immersione totale, un laboratorio permanente».